A tu per tu con JESSICA

EssereUmani non basta,
è necessario restare umani in modo consapevole

Presentati, descriviti in quattro parole  

Sono Jessica e ho 25 anni. Ho conseguito la laurea Magistrale in Scienze criminologiche per l’investigazione e la sicurezza presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna con una tesi in “Teorie dei processi di vittimizzazione”. Conseguita la specializzazione ho intrapreso il Corso di Alta Formazione in Mediazione dei Conflitti (mediazione sociale; scolastico-comunitario; nella crisi della famiglia), e Mediazione Penale e Familiare con la Prof.ssa Maria Rosa Mondini del C.I.M.F.M. (Centro Italiano di Mediazione e Formazione alla Mediazione) di Bologna

Per descrivermi brevemente scelgo le seguenti parole: determinazione; accoglienza; curiosità; empatia.

Dove svolgi il tuo servizio EU? cosa fai?  

Per EssereUmani Onlus seguo i progetti presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno (PROGETTO L.E.I.), l’ I.P.M femminile di Pontremoli (PROGETTO RE.SO.R.T.), la Casa di Reclusione di Quarto d’Asti (PROGETTO “Genitorialità, relazioni e conflitti”) e i percorsi di educazione alla legalità (EDUCARCERE), prevenzione e contrasto alla violenza di genere (HOMOSAPIENS) e di sostegno educativo- scolastico presso la scuola secondaria di primo grado dell’I.C. Marconi Antonelli.

Come vedi la de-umanizzazione nell’ambito in cui lavori / operi? E come ritieni di poter dare il tuo personale e concreto contributo nell’invertire la rotta?

In carcere, contesto nel quale la restrizione della libertà raggiunge il grado massimo, gli episodi di de-umanizzazione sono inevitabilmente alti. Basti pensare, alla continua crescita del trend di sovraffollamento (131,4%), alla carenza di riscaldamento o di acqua calda, alla mancanza di spazi per lo svolgimento delle attività rieducative e risocializzanti e alla creazione di stereotipi e pregiudizi. Per abbattere quest’ultimi, considero fondamentali le attività di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche relative il carcere e la diffusione della cultura della mediazione basata sull’ascolto attivo e il “non giudizio”.

Lascia un messaggio di speranza ad un ipotetico ragazzino che si affacci nella situazione in cui tu ti trovi ad operare – o al tuo ‘bambino interiore’ !

Non dare mai nulla per scontato, neanche le piccole cose.

Sii affamato e curioso di conoscenza. La conoscenza è la principale via del cambiamento.

Non fermarti alla prima difficoltà, ma vai avanti. Non arrenderti.

Sii coraggioso di accogliere te stesso e gli altri e di voler RESTARE UMANO.