A tu per tu con NADIA

EssereUmani non basta,
è necessario restare umani in modo consapevole

Presentati, descriviti in quattro parole  
Sono Nadia, radici fra le montagne trentine e chioma cresciuta in giro per il mondo.

Dove svolgi il tuo servizio EU? cosa fai?  

Per Essere Umani svolgo il mio servizio nel progetto Punto a Capo, nella lavanderia dell’I.P.M. Ferrante Aporti. Sono un’educatrice e affianco ed accompagno i due ragazzi inseriti nel progetto: con loro impariamo a gestire il lavoro e il tempo dedicato ad esso, trovando i momenti per discutere sule scelte passate e future.

Come vedi la de-umanizzazione nell’ambito in cui lavori / operi? E come ritieni di poter dare il tuo personale e concreto contributo nell’invertire la rotta?
Nel mio lavoro la de-umanizzazione è purtroppo all’ordine del giorno, una persona che è stata in carcere porta su di sé un’etichetta pesante che impedisce di vedere la persona che c’è oltre il reato commesso. Per questo trovo che lavorare con le persone detenute sia importante, per trasmettere l’assunto -per me fondamentale- che  «l’uomo non è il suo errore» e che solo scommettendo sull’essere umano, anche se ha sbagliato, potremmo guadagnarci tutti.

Lascia un messaggio di speranza ad un ipotetico ragazzino che si affacci nella situazione in cui tu ti trovi ad operare – o al tuo ‘bambino interiore’ !

Sono un’amante delle citazioni, quindi concludo con queste belle parole di Simone Cristicchi:

« Ognuno combatte la propria battaglia

Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia
Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso
Perché l’impresa più grande è perdonare sé stesso
Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo
Anche se sarà pesante come sollevare il mondo »